1. Posizionamento Seo vecchia scuola

Il Posizionamento Seo, o meglio conosciuto come Search Engine Optimization, è l’insieme di tecniche che hanno lo scopo di rendere un sito web visibile attraverso i motori di ricerca. Il posizionamento seo è nato nel 1995 con l’affacciarsi di Yahoo su Internet.

Il vecchio modo di fare posizionamento seo

Come è facile intuire, molte cose sono cambiate da allora, e questo ovviamente riguarda anche il modo di posizionare un sito in testa ai motori. A quel tempo, apparire in cima ai motori di ricerca era relativamente facile. Sia perché di siti che competevano per la stessa nicchia erano pochi, sia per la semplicità di classificazione (algoritmo) utilizzato da Yahoo e da altri motori di ricerca.

Con la crescita di Internet, e dunque dei siti che ogni giorno venivano pubblicati, le regole del “gioco” sono cambiate. Dopo una primissima fase, è subito cominciato il periodo in cui si abusava del servizio di posizionamento, vista la facilità con cui questi algoritmi potevano essere manipolati.

E’ proprio in questa fase in cui Google fa il suo ingresso grazie ad un algoritmo molto più sofisticato dei precedenti, rendendo la vita su Internet più “democratica”. Non era infatti più facile manipolare il posizionamento di un sito grazie ad azioni poco lecite e ingannevoli.

Tuttavia con l’avvento di Google le cose non si sono sistemate così di incanto, ma le novità introdotte da Google, principalmente la velocità di risposta del motore di ricerca, insieme alla qualità dei risultati proposti, ha reso Google stesso il motore di ricerca di riferimento.

Uno dei primi trucchi che Google si trovò ad affrontare era quello di riempire la pagina di un sito con le parole chiave più cercate, anche se non strettamente legate al tema trattato dal sito. Questo perché facendo così, si otteneva molta visibilità e traffico per le proprie pagine.

Se a quei tempi, si facevano delle ricerche presso Google, poteva capitare di trovare dei siti in cui si leggeva, ad esempio, il termine “perdere peso” in modo ripetitivo ed ossessivo.

Beh, non c’è voluto molto perché Google si rendesse conto che in questo modo, non solo si penalizzava l’utente che finiva presso un sito di scarso interesse, ma si penalizzava il motore stesso che non era in grado di fornire all’utente delle risposte, e quindi dei siti dia visitare, all’altezza delle aspettative.

Il passo che fece Google, in realtà insieme a molti altri, fu quello di introdurre un parametro chiamato keyword density. In poche parole, se una pagina doveva trattare l’argomento “perdere peso”, questa parola chiave non doveva comparire con una percentuale, rispetto al testo complessivo della pagina, superiore al 4 o 5%

I continui aggiornamenti che Google ha inserito nel tempo al proprio algoritmo, hanno reso questo motore l’attuale punto di riferimento per chi fa ricerche on line.

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